Successione ereditaria: tutto quello che c’è da sapere!

Quali sono le regole che disciplinano l’istituto della successione ereditaria?

Per introdurre l’argomento, dovendo dare una primissima definizione giuridica: in generale si ha una successione in un rapporto, quando questo pur restando immutato o meglio intatto nei suoi elementi, viene di fatto trasmesso ad altri soggetti.

Osservando il fenomeno successorio più da vicino, in riferimento all’origine, la successione può essere inter vivos o mortis causa.

La successione ereditaria quindi trova il suo presupposto essenziale nella morte di una persona alla quale facevano capo una serie di rapporti giuridici (diritti, beni e debiti), che per forza di cosa (non potendo rimanere privi di proprietario) devono essere trasmessi ai nuovi titolari.

In poche parole la successione a causa di morte è l’istituto giuridico che permette, tramite un complesso di regole, di trasferire ai successori i lasciti del de cuius; appunto i rapporti giuridici che seguono la sua morte.

Ma quali sono i criteri che regolano il fenomeno? Cosa si intende per diritti e rapporti da trasmettere? Quali sono gli adempimenti e i termini da rispettare?.

Vista la complessità della materia non è semplice trovare una risposta che chiarisca tutte le perplessità del caso.

Il fondamento, la classificazione e la natura della successione ereditaria

Dal punto di vista dottrinale la successione ereditaria rappresenta un modo d’acquisto a titolo derivativo di un rapporto patrimoniale; cioè l’acquisizione ottenuta mediante il trasferimento del patrimonio dal predecessore al successore.

In altri termini la successione ereditaria determina il passaggio del patrimonio, con le sue attività e passività, del de cuius. Se così non fosse, alla morte di una persona, il suo patrimonio rimarrebbe privo di titolare.

Tecnicamente si parla di devoluzione indispensabile dei rapporti patrimoniali a determinati soggetti per volontà del de cuius; oppure, in assenza di disposizioni testamentarie, secondo quanto stabilito dalla legge.

Pertanto la devoluzione dell’eredità può essere di due tipi: testamentaria o legale.

In riferimento alla devoluzione legale occorre fare un’ulteriore classificazione rispetto alla natura della successione (legittima e necessaria), fondamentalmente:

  • si ha una successione legittima se il de cuius non ha fatto testamento, o se pur avendolo fatto non ha disposto la quota di legittima.
  • si ha una successione necessaria se il de cuius con il testamento ha di fatto escluso uno o più eredi legittimari, o se sono state effettuate donazioni tali da pregiudicare i diritti degli altri coeredi.

Quindi a seconda di come avviene il trasferimento del patrimonio ereditario, le successioni si distinguono in:

  • Legittime.
  • Testamentarie.
  • Necessarie.

Nel caso in cui esista un testamento, ma lo stesso non definisca l’intera successione, allora questa sarà in parte testamentaria e in parte legittima.

Ad ogni modo, l’ordinamento prevede che il testatore non possa assegnare la sua eredità liberamente, ma solo nella porzione disponibile oltre la quota di riserva (o meglio di legittima) da attribuire agli aventi diritto.

La peculiarità del fondamento dell’istituto è proprio quella di assicurare la certezza del diritto e la continuità del rapporto patrimoniale.

Ma cosa si intende per diritti e rapporti? E chi sono i soggetti destinatari della devoluzione?

Per fare un po di chiarezza devi capire innanzitutto che la successione ereditaria è strettamente collegata a 2 tematiche:

  1. La famiglia: in quanto i diritti e i rapporti sono per legge destinati ai familiari (secondo i criteri della gerarchia parentale); salve le disposizioni testamentarie rivolte a soggetti che non hanno alcun legame di sangue.
  2. La proprietà: in quanto per devoluzione di rapporti patrimoniali (come vedremo meglio a breve) si deve intendere il trasferimento al successore dei diritti reali patrimoniali di cui era titolare il de cuius.

Posto che la devoluzione può riferirsi sia alle situazioni giuridiche attive che a quelle passive (sia crediti, che debiti), occorre fare una classificazione in merito alla natura del trasferimento:

Successione ereditaria a titolo universale. L’erede succede nella generalità patrimoniale del de cuius. Per universalità di beni si intende il patrimonio ereditario come un’unica unità ideale di tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, a prescindere dal fatto che l’erede possa succedere indistintamente nell’universalità o in una quota del patrimonio universalmente considerato.

Successione ereditaria a titolo particolare (il legato testamentario). In questo caso il legatario succede in uno o più rapporti determinati che non vengono considerati una quota dell’intero patrimonio.

Quindi i soggetti della devoluzione, destinatari del passaggio generazionale del patrimonio, sono gli eredi e i legatari.

Nell’ipotesi in cui non vi sia alcun successibile legittimo o testamentario, cosiddetta eredità vacante, lo Stato diventa il destinatario ultimo della devoluzione per supplire alla mancanza di ogni successibile.

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Quali sono i rapporti giuridici oggetto di successione ereditaria?

Come hai avuto modo di capire non tutti i rapporti del de cuius sono trasmissibili, alcuni si estinguono ed altri si trasmettono; a seconda della loro natura, fondamentalmente:

  • Le capacità giuridiche e i diritti personalissimi si estinguono con la morte.
  • I diritti e i beni patrimoniali vengono di regola trasmessi ai successori.

Nello specifico, i rapporti patrimoniali del de cuius devolvibili con la successione ereditaria, sono:

  1. I rapporti patrimoniali personali (ossia i diritti di credito).
  2. I diritti patrimoniali di natura reale (ad esempio la proprietà immobiliare e i beni mobili).
  3. I contratti in corso di esecuzione (in generale i contratti non inerenti le qualità del defunto).
  4. I rapporti patrimoniali aziendali (di natura imprenditoriale e commerciale).

Salve le eccezioni del caso concreto, l’esempio lampante è quello del contratto d’opera concluso tra committente e scultore di nota fama; in questa ipotesi il contratto in corso di esecuzione, concluso tra committente e l’ormai defunto scultore, presumibilmente non verrà trasmesso ai successori.

Quali sono i termini che determinano la durata della successione ereditaria?

Determinare i tempi della successione ereditaria è tutt’altro che scontato, ciò che a noi interessa capire è che con l’apertura della successione iniziano a decorrere i termini per decidere se accettare o meno l’eredità:

  • Nel caso in cui il chiamato risulta essere nel possesso di uno o più beni (ad esempio un veicolo o un’abitazione), il termine è di 3 mesi dal giorno della morte del de cuius o meglio da quando gli è giunta notizia dell’apertura della successione. Superati i 3 mesi senza aver predisposto l’inventario o la rinuncia, l’eredità si intende accettata.
  • Nel caso in cui il chiamato non è nel possesso di alcun bene, il termine è di 10 anni. Trascorsi 10 anni senza averla accettata, l’eredità si intende rifiutata a tutti gli effetti.

In sostanza è l’atto di accettazione che determina il reale trasferimento dell’eredità. Quindi non è possibile calcolare a priori la durata della successione ereditaria, dipende sempre dal caso concreto:

  • tipologia, beni e consistenza della successione;
  • tempistiche per gli adempimenti burocratici;
  • tempo impiegato dai chiamati per accettare l’eredità.

Ad ogni modo la successione non è un procedimento che si conclude in un istante, anzi si tratta di un fenomeno molto complesso che ha inizio con la morte del de cuius e termina con l’atto di accettazione dell’eredità.

Adempimenti in caso di successione

Oltre alle formalità burocratiche in merito ai contratti posti in essere dal de cuius e alla riconsegna dei documenti personali:

  • Nel brevissimo termine, entro 24 ore dal decesso, i familiari devono presentare la denuncia di morte presso l’Ufficio comunale dello Stato Civile.
  • Inoltre in alcuni casi (in funzione del pagamento dell’imposta sulle successioni), se la successione ereditaria comprende la devoluzione di beni immobili o diritti reali immobiliari e/o abbia un valore patrimoniale cospicuo, sarà necessario presentare la dichiarazione di successione presso l’Agenzia delle Entrate (entro un anno dal decesso del de cuius).

Quali sono le principali voci di spesa?

Le principali voci di spesa della successione ereditaria sono:

  • La tassa di successione e le spese di iscrizione al ruolo (ossia le imposte che devono essere pagate dai successori per il trasferimento della proprietà o di altri diritti reali immobiliari del de cuius).
  • Le eventuali competenze tecniche, legali e notarili (ossia i costi per le pratiche e per le consulenze legali).

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Ricapitolando

La successione ereditaria è l’istituto giuridico che tramite un complesso di norme regolamenta i modi, i termini e le procedure sia di assegnazione che di trasferimento dell’eredità (diritti, beni e debiti). Il fondamento è quello di assicurare la certezza del diritto e la continuità del rapporto patrimoniale.

A seconda della loro natura, le successioni si distinguono in: testamentarie, legittime e necessarie.

Nella successione legale (legittima o necessaria) l’erede succede nella generalità di tutti i rapporti trasmissibili (successione ereditaria a titolo universale). Nella successione testamentaria il legato succede in uno o più rapporti determinati (successione ereditaria a titolo particolare).

L’apertura della successione (luogo e data del decesso) segna il momento esatto in cui iniziano a decorrere i termini per decidere se accettare l’eredità; inclusi i termini per realizzare tutti gli adempimenti burocratici, tecnici e legali del caso.

A tal riguardo è bene ricordare che il legato testamentario, essendo una fattispecie privilegiante (visto che non vengono trasmessi di rito i debiti ereditari), non abbisogna di accettazione; piuttosto la devoluzione si acquisisce automaticamente all’apertura della successione, salva la facoltà di rinuncia nei modi ed entro i termini stabiliti dalla legge.

Invece gli eredi (a titolo universale) per acquisire a tutti gli effetti la reale devoluzione dei rapporti patrimoniali devono formalmente accettare l’eredità nei modi stabiliti dalla legge, salva la facoltà di rinuncia.

In conclusione la successione ereditaria è un istituto molto complesso che conta diverse fasi tutt’altro che scontate; in grandi linee:

  1. l’individuazione della data e del luogo del decesso, dei beni facente parte l’asse ereditario e dei successibili chiamati all’eredità;
  2. la determinazione prima della quota unitaria disponibile e poi delle singole quote da assegnare ai chiamati;
  3. l’accettazione o la rinuncia dell’eredità.

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