Imposte di successione: come si determinano le tasse sull’eredità?

Come si versano le imposte di successione?

Le imposte di successione sono sempre proporzionali al valore dell’eredità da trasmettere.

Una volta dedotta la base imponibile dell’eredità, così come indicata nella dichiarazione di successione, si potranno calcolare le imposte dovute.

Quali sono le imposte della successione ereditaria? Come si calcolano..? Come si versano..?

Prenditi qualche minuto, grazie agli approfondimenti del post, troverai tutte le risposte che cerchi.

Cosa sono le imposte di successione?

Le imposte sull’eredità non sono null’altro che le tasse poste a carico degli eredi per il trasferimento delle proprietà e di altri diritti reali, su determinate tipologie di beni (immobili e mobili), oggetto della successione ereditaria.

Però non sempre i successori tenuti a versare le imposte di successione. L’obbligo di pagare le imposte è funzionale alla dichiarazione di successione. Tutte le successioni che non raggiungono i requisiti della dichiarazione (100.000 euro e/o beni o diritti immobiliari) sono “di regola” esentasse.

Dal momento che vi è l’obbligo di presentare la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, tutti i “beni tassabili” della medesima successione potrebbero essere gravati dalle imposte seguenti:

  • Imposta di successione sul patrimonio ereditario al netto.
  • Imposte e tasse catastali o ipotecarie.
  • Imposta di bollo e di registro.

Le imposte di successione sono dovute in solido tra eredi, mentre i legatari, sono responsabili solo della loro quota.

Diversamente, non sono tenuti a pagare le imposte, i chiamati che hanno rinunciato all’eredità entro la scadenza del termine per presentare la dichiarazione di successione o i chiamati che non sono nel possesso dei beni oggetto di successione e hanno nominato un curatore dell’eredità giacente.

Beni e diritti gravati da imposte

I beni che possono essere gravati dalle imposte di successione si individuano a partire dall’attivo ereditario e sono:

  • BENI IMMOBILI (case, fabbricati, negozi, immobilistrumentali, terreni agricoli ed edificabili).
  • BENI MOBILI (aerei, barche, gioielli, opere d’arte, conti correnti, denaro e via dicendo).
  • Partecipazioni aziendali, quote azionarie e titoli borsistici.
  • Rendite e trattamenti pensionistici.

Beni esclusi dalle imposte

I beni esclusi per legge dalle imposte di successione sono:

  • Titoli di stato e buoni del tesoro.
  • Aziende a conduzione famigliare
  • Società di capitali o cooperative o mutua assicurazione con sede in italia (per i successivi 5 anni dall’apertura della successione gli eredi sono obbligati a proseguire l’attività d’impresa, detenendo la maggioranza azionaria della stessa).
  • TFR e ulteriori indennità.
  • Veicoli iscritti al PRA.
  • Crediti verso lo Stato o enti pubblici.
  • Beni culturali sottoposti a vincolo, purché siano stati rispettati gli obblighi di conservazione e protezione.

Come si calcolano le imposte di successione?

Sapere come si calcolano le tasse ci permette di capire chi e in che misura è tenuto al pagamento delle imposte.

Il calcolo delle imposte di successione viene eseguito direttamente dall’Agenzia delle Entrate, sulla base della dichiarazione presentata dagli eredi (entro 1 anno dalla data di apertura della successione), tenendo conto delle franchigie (ossia le soglie di esonero dall’imposta) che per fortuna sono particolarmente elevate.

Per determinare se e quanto un successore è tenuto a versare, in misura della sua quota, occorre considerare oltre l’ammontare netto del patrimonio pure il grado di parentela. Il rapporto di parentela tra de cuius e successore stabilisce, sia la soglia della franchigia di esonero, che l’aliquota da applicare al calcolo.

Calcolo imposte e franchigie per grado di parentela

Figlio, coniuge, fratello o sorella? In che misura i gradi di parentela determinano l’ammontare delle imposte di successione sul patrimonio ereditario, rispetto alla propria quota?

  • CONIUGE E FIGLI: l’aliquota è pari al 4% solo per l’importo che eccede la franchigia da 1.000.000 di euro.
  • FRATELLI E SORELLE: l’aliquota è pari al 6% solo per l’importo che eccede la franchigia da 100.000 euro.
  • PARENTI IN LINEA RETTA FINO AL 4°: l’aliquota è pari al 6% e non si applica alcuna franchigia.

  • PARENTI IN LINEA COLLATERALE FINO AL 3°: l’aliquota è pari al 6% e non si applica alcuna franchigia.
  • CONVIVENTE: l’aliquota è pari al 8% e non si applica alcuna franchigia.
  • DISABILI: l’aliquota è data dal grado di parentela, ma si applica sempre una franchigia pari a 1.500.000 euro.

Giusto per fare un esempio, poniamo che Luca stia ereditando dal padre Mario un immobile di modeste entità, poniamo pure che sia l’unico bene a formare l’attivo ereditario. In questo caso Luca, pur dovendo presentare la dichiarazione di successione, non sarà tenuto a pagare le imposte, ove il valore catastale dell’immobile non superi la soglia della franchigia rispetto alla sua quota di eredità. Discorso analogo per la madre di Luca e la sorella o gli eventuali successori disabili ,nei limiti delle rispettive franchigie.

Come si versano le imposte di successione?

Le imposte di successione vengono liquidate direttamente dal fisco entro 3 anni dalla presentazione della dichiarazione e deve essere versata, utilizzando il modello F23, entro 60 giorni dalla notifica della liquidazione. Scaduto il termine per il versamento verranno applicati, oltre le sanzioni, pure gli interessi di mora previsti dalla legge.

Il versamento si effettua presso banche, uffici postali o direttamente presso l’Agenzia delle Entrate (ufficio Riscossione).

Il versamento può essere soddisfatto in contanti, con il Bancomat, con addebito su conto corrente o con assegno bancario e circolare. Contestualmente al pagamento deve essere presentato il modello F23 correttamente compilato.

Inoltre il versamento può essere dilazionato, sempre entro e non oltre il termine di 60 giorni, presentando un istanza all’agente della riscossione.

Il modello di pagamento F23 si può compilare online, con l’aiuto delle istruzioni opportunamente fornite dall’agente della riscossione, senza commettere alcun errore.

Terminata la compilazione con successo, potrai scaricare il file PDF del modello F23 sul tuo dispositivo e stamparlo.

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Si può rateizzare il versamento delle imposte?

Il versamento delle imposte di successione può essere rateizzato (solo importi superiori a 1.000 euro) nella modalità seguente:

  • La rateizzazione deve essere richiesta entro 60 giorni e contestualmente al pagamento della prima rata, che deve avere un importo pari o superiore al 20% del versamento totale.
  • La somma restante deve essere versata in 8 rate trimestrali di pari importo se la rateizzazione non supera 20.000 euro (12 rate trimestrali di pari importo se la rateizzazione supera 20.000 euro).

Gli interessi sulle rate sono calcolati dal giorno successivo al pagamento della prima rata.

È importante sapere che le rate scadono l’ultimo giorno del trimestre. Il ritardo nella scadenza del pagamento di una rata, oltre a prevedere sanzioni e interessi in mora, può far decadere la rateizzazione:

  1. per tardivo versamento della prima rata oltre 7 giorni dal termine per il pagamento;
  2. per insufficiente versamento di una rata oltre al 3% dell’importo dovuto, oppure a prescindere dalla percentuale se l’insufficienza ammonta a più di diecimila euro.

Le insufficienze o i ritardi minori, considerati lieve inadempimento, non causano la decadenza della rateizzazione.

Imposte catastali e ipotecarie

Oltre all’imposta sul patrimonio ereditario, nel caso in cui vi siano beni immobili, i successori devono autoliquidare le tasse e i tributi speciali sugli immobili:

  • l’imposta catastale;
  • l’imposta di bollo;
  • la tassa ipotecaria.

Autoliquidare significa che i contribuenti (successori) devono procedere autonomamente al calcolo delle tasse.

Per autoliquidare le imposte catastali e ipotecarie occorre indicare nella dichiarazione di successione il codice IBAN sul quale si desidera addebitare le somme dovute.

Infine, dopo aver presentato la dichiarazione, si esegue a favore dei successori, la voltura catastale dei beni immobili nelle giuste proporzioni.

Ricapitolando

Per imposte di successione si intendono le tasse che l’erario pone a carico degli eredi per il trasferimento del patrimonio ereditario.

L’onere d’imposta nasce contestualmente all’obbligo di presentare la dichiarazione di successione da parte dei chiamati. Tutte le successioni che non comprendono beni immobili e/o non raggiungono un valore cospicuo sono escluse dalla tassazione.

Ad ogni modo, per determinare le imposte effettive occorre considerare pure il grado di parentela. Il rapporto di parentela stabilisce: sia la franchigia di esonero, che l’aliquota da applicare al calcolo.

L’imposta deve essere versata, utilizzando il modello F23, entro 60 giorni dalla notifica della liquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il versamento delle imposte di successione può essere rateizzato. La rateizzazione deve essere richiesta entro 60 giorni e contestualmente al pagamento della prima rata, che deve avere un importo pari o superiore al 20% del versamento totale.

Oltre all’imposta sul patrimonio ereditario, nel caso in cui vi siano beni immobili, i successori devono autoliquidare le tasse e i tributi speciali sugli immobili. Per autoliquidare le imposte catastali e ipotecarie occorre indicare nella dichiarazione di successione il codice IBAN sul quale si desidera addebitare le somme dovute.

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