Divisione ereditaria: cos’è e come funziona?

Leggendo questo post capirai cos’è l’istituto della divisione ereditaria e perché dovresti conoscerlo se sei alle prese con la successione di un tuo familiare.

Prima della divisione c’è la comunione.

Devi sapere, innanzitutto, che per procedere alla divisione dei beni ereditari ci deve essere anzitutto qualcosa da dividere, cioè un’eredità appartenente a più soggetti.

Alla morte del de cuius, infatti, si crea uno stato comunione, cioè una situazione per cui gli eredi che hanno accettato l’eredità sono subentrati nelle posizioni del de cuius e sono diventati quindi comproprietari dei beni, ognuno secondo la propria quota.

Tale situazione viene definita comunione ereditaria.

Cos’è e a cosa serve la divisione ereditaria?

Ad un certo punto, però, per qualche ragione può accadere che un erede desideri dividere l’eredità, così da vedersi attribuire in proprietà esclusiva determinati beni dell’asse ereditario.

Per capire come si divide l’eredità devi quindi conoscere lo strumento della divisione ereditaria.

La divisione ereditaria è lo strumento al quale si fa ricorso per sciogliere la comunione ereditaria in modo tale da dividere l’eredità attribuendo ai coeredi i beni che la compongono secondo le quote di spettanza.

Per chiarirti meglio il concetto puoi pensare ad una bella torta fatta che non vedi l’ora di gustare ma questa torta non è solo tua ma anche di altre persone, i coeredi.

Per poter gustartela devi dividerla in fette ed una di queste fette ti verrà assegnata e te la potrai mangiare. Fintanto che la torta non viene divisa, tu non puoi mangiarti la fetta.

La divisione ereditaria è il coltello che taglia la torta creando le fette attribuendole agli aventi diritto, i quali possono disporre in via esclusiva della propria fetta.

Questa è una definizione piuttosto ampia in quanto la divisione ereditaria non è unica in quanto può assumere forme diverse che ti spiegherò nei prossimi articoli.

Com’è regolata la divisione ereditaria?

Entrando più nel dettaglio devi sapere che le norme sulla divisione ereditaria sono contenute nel codice civile, nei libri secondo e terzo, in quanto la sua disciplina viene ricavata in parte dalle disposizioni che regolano la divisione ordinaria, cioè quella comune, e in parte da quelle specifiche sull’eredità.

Ma devi sapere che si parla di divisione anche per indicare la divisione dei beni fatta dai coniugi in occasione della separazione o del divorzio.

Quindi, la divisione ereditaria è lo strumento specifico per dividere l’eredità.

Chi può chiedere la divisione ereditaria?

Ma chi può chiedere la divisione dell’eredità?

Chi vi ha interesse. Cioè ogni persona che sia titolare un diritto sull’eredità e pertanto desidera che venga divisa per ottenere i beni che gli spettano.

E chi può essere la persona ad avervi interesse?

Potrebbe trattarsi dei figli, fratelli, genitori, o terzi beneficiari di disposizioni testamentarie in loro favore, cioè tutti coloro che vantano diritti sulla massa ereditaria.

Quali sono i soggetti della divisione?

I soggetti della divisione ereditaria sono tutti quei soggetti che partecipano alla comunione ereditaria.

Devi sapere che la validità della divisione è subordinata all’intervento di tutti i soggetti che ne hanno diritto, pena l’irregolarità della divisione.

Quindi se pensi che si possa escludere qualche coerede devi sapere che ciò non è possibile.

Quando si può chiedere la divisione?

Se hai paura che il tempo per dividere l’eredità sia scaduto ti dico che puoi stare tranquillo.

Si, perché la divisione ereditaria la puoi chiedere in ogni momento in quanto non è soggetta a prescrizione.

Devi sapere, infatti, che in diritto la prescrizione è un istituto che prevede che oltre un certo termine il tuo diritto non possa più essere fatto valere.

Come gli jogurt hanno una scadenza, anche i diritti non sono da meno.

Il Legislatore ha fissato dei periodi temporali entro i quali è possibile fare valere i diritti, decorso il quale non sarà più possibile.

Ciò accade per la maggioranza dei diritti, tuttavia, in alcuni casi non è prevista alcuna scadenza e questo è proprio il caso della divisione.

Questo significa, ad esempio, alla morte del de cuius i coeredi possono gestire insieme i beni dell’eredità anche per 10-20-30-40 anni senza che sia necessario procedere alla divisione e in ogni caso, in ogni momento, i coeredi non perdono il diritto di chiederne la divisione con la conseguente attribuzione dei singoli beni.

Quali sono i tipi di divisione?

Ora che hai capito come si divide l’eredità, devi sapere però che esistono 3 tipi divisione ereditaria:

Andiamo con ordine.

La divisione ereditaria amichevole.

Questo tipo di divisione, come puoi facilmente intuire dal suo nome si caratterizza per essere fatta senza un contrasto da dirimere ricorrendo all’autorità giudiziaria.

La divisione amichevole, infatti, si risolve in un accordo tra i coeredi, i quali decidono di comune accordo di dividere l’eredità senza ricorrere al giudice.

Essi, autonomamente, o con l’intervento di un tecnico, possono trovare un accordo effettuando così una ripartizione e attribuzione consensuale dei beni dell’eredità.

La divisione ereditaria giudiziale.

Questo tipo di divisione, invece, presuppone il ricorso da parte di un coerede al Giudice per chiedere lo scioglimento della comunione.

Devi sapere però che la divisione giudiziale può essere attivata anche nel caso in cui non sorgano contestazioni ma soltanto allo scopo di garantire la correttezza delle operazioni data la complessità delle questioni.

Se vuoi approfondire ti consiglio di leggere il post La Divisione Giudiziale: quando e come ricorrere al Giudice?.

La divisione ereditaria testamentaria.

Dulcis in fundo…la divisione testamentaria.

Con questo tipo di divisione sostanzialmente si attuano le volontà ultime espresse dal de cuius con il testamento.

In questo caso, infatti, è il testatore a stabilire preventivamente come dovrà essere ripartita l’eredità e attribuiti i beni ai coeredi.

Anche in questo caso quindi non vi è l’intervento del giudice in quanto è direttamente il testatore a stabilire come effettuare la divisione del suo patrimonio

Quali sono le fasi della divisione?

La divisione ereditaria, che da uno stato di comunione determina l’attribuzione di singole quote avviene per fasi.

Innanzitutto preliminarmente vi è la fase per così dire della determinazione della massa da dividere.

Una volta determinato il compendio ereditario, si procede con la stima della stessa.

Infatti, è necessario avere ben chiaro il valore dei beni al fine di effettuare singole attribuzioni che siano conformi alla quota di spettanza.

Ad esempio se il compendio ereditario in comunione ha un valore di 1 milione di euro, e comprende 2 immobili del valore di 250.000 euro ciascuno, e 500.000 euro di fondi in un conto corrente, è chiaro che quanto assegnato non può eccedere la quota di spettanza.

Successivamente, una volta determinato il valore dell’eredità, è necessario redigere il progetto divisionale, cioè un prospetto con le singole quote e i beni che le compongono in modo tale da garantire il medesimo valore ad ogni coerede.

L’ultimo tassello è rappresentato dall’attribuzione delle singole quote, così determinate, ai singoli coeredi.

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Ricapitolando…

Con l’accettazione dell’eredità da parte dei coeredi si crea una situazione di comunione ereditaria in cui gli eredi sono titolari di quote del patrimonio ereditario.

Con la divisione ereditaria si pone fine a tale situazione, per cui ad ogni coerede vengono attribuiti singoli beni secondo l’entità della quota di cui è titolare.

Si possono avere 3 tipi di divisione ognuna con le proprie caratteristiche: divisione amichevole, divisione giudiziale e divisione testamentaria.

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