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Divisione eredità: quando sospendere la divisione?

Quando conviene sospendere la divisione dell’eredità?

Con la divisione dell’eredità si determina lo scioglimento della comunione.

Ogni coerede ha il diritto potestativo e imprescrittibile di chiedere lo scioglimento della comunione per ottenere la divisione dei beni ereditari. Alle volte però l’immediata divisione di uno o più beni può originare problemi e criticità legali di varia natura.

Per ovviare a tali problemi la legge ha previsto, in alcuni casi, la sospensione temporanea della divisione ereditaria.

Questo post ti farà capire una volta per tutte perché in alcune circostanze si può ed in altre si deve sospendere la divisione dell’eredità. Nello specifico scoprirai quali sono i casi previsti dalla legge, gli effetti e i termini della sospensione. Buona lettura!

Perché in alcuni casi si può o si deve sospendere la divisione dell’eredità?

Dal punto di vista normativo si tratta di una particolare eccezione alla regola. In questo modo il legislatore, oltre ad imporre alcuni limiti, ha voluto tutelare la volontà del testatore, gli interessi e le condizioni di tutti i coeredi.

Le disposizioni di legge che regolano la disciplina della sospensione nella divisione ereditaria sono di duplice natura:

  • La disciplina generale della comunione ordinaria o inter vivos.
  • La disciplina specifica della comunione ereditaria o mortis causa.

Anche se la disciplina specifica non diverge in modo sostanziale da quella generale (della comunione ordinaria), se non per alcune peculiarità (in merito a termini ed effetti della sospensione), i fattori specifici che determinano la sospensione della divisione dell’eredità fanno caso a se.

Per comprendere efficacemente la logica dei fattori occorre fare una primissima distinzione:

  • Le ipotesi in cui la legge consente di sospendere la suddivisione.
  • I casi in cui la legge impone di sospendere la suddivisione.

Per cui da un lato la legge consente di sospendere temporaneamente la divisione dell’eredità: per volontà del testatore, per comune accordo degli eredi e per evitare che la decisione del singolo possa compromettere gli interessi della maggioranza. In altri casi invece impone la sospensione proprio per motivi di legge.

Divisione eredità: quali sono gli effetti della sospensione?

La sospensione è in generale un provvedimento che determina un blocco temporaneo delle attività divisionali; nella prospettiva che si verifichino determinate condizioni (alcune più favorevoli, altre essenziali e necessarie). In altre parole costituisce una parentesi temporale in cui la divisione dell’eredità si sospende, fino alla data di cessazione della causa che ha determinato l’evento sospensivo.

Però, a differenza della sospensione nella divisione ordinaria, che coinvolge tutti i beni in comunione, la sospensione nella divisione ereditaria può riguardare anche i singoli beni.

Quando termina la sospensione della divisione ereditaria?

I termini della sospensione sono differenti a seconda dell’entità e del fattore specifico che ne determina l’insorgenza. In sostanza il legislatore ha previsto parentesi temporali di diversa misura, i cui termini possono essere:

  • Ordinati dal testatore.
  • Stabiliti dagli eredi.
  • Stabiliti dal giudice.
  • Definiti a priori dalla legge.

Ad ogni modo, per avere una visione più chiara rispetto ai termini della sospensione occorre analizzare più da vicino le ipotesi sospensive previste dalla legge.

Divisione eredità: come si sospende?

Come ti ho spiegato poc’anzi la sospensione della divisione può essere in alcuni casi consentita, ed in altri imposta dalla legge. Nello specifico i casi previsti dalla legge (di duplice natura normativa) sono 4, vediamoli più da vicino..

Per volontà del testatore

Nella divisione testamentaria il testatore può prescrivere la sospensione in 2 casi:

  • Quando tutti gli eredi istituiti o alcuni di essi risultano minori di età e fino a che sia trascorso 1 anno dalla maggiore età dell’ultimo nato.
  • Più in generale per un termine non superiore ai 5 anni dalla sua morte.

Ad ogni modo se gravi circostanze lo richiedano il giudice su istanza di uno o più coeredi può consentire che la divisione si effettui nell’immediato o dopo un termine minore di quello stabilito dal testatore.

Per comune accordo dei condividenti

Nella divisione amichevole i condividenti possono pattuire un accordo particolare, il cosiddetto “patto di indivisibilità”, che tuttavia deriva dalla disciplina generale. Per analogia viene applicato anche alla divisione ereditaria. Il patto non può avere un termine temporale superiore a 10 anni, in caso contrario la durata viene ridotta entro il termine decennale.

Ad ogni modo non devi mai dimenticarti che il patto di indivisibilità il quale ha ad oggetto uno o più beni immobili, oltre a dover (chiaramente) essere redatto in forma scritta, deve essere trascritto nei pubblici registri. Se l’accordo non risulta da atto pubblico, oltre a non avere efficacia nei confronti degli aventi causa, ogni coerede può procedere in qualsiasi momento con la divisione dell’eredità.

Su provvedimento dell’autorità giudiziaria

Nella divisione giudiziaria ognuno dei coeredi può chiedere al giudice di sospendere per un periodo non superiore a 5 anni la divisione dell’eredità (o di alcuni beni) qualora l’immediata esecuzione possa recare notevole pregiudizio al patrimonio ereditario.In pratica deve sussistere una ragionevole e ben definita possibilità che il patrimonio ereditario possa subire una grave perdita di valore a causa della divisione. Chiaramente il pregiudizio deve riferirsi al patrimonio complessivo del de cuius e non a quello che spetterebbe ai singoli coeredi.

Per legge (casi d’impedimento alla divisione)

La legge impone di sospendere la divisione:

  • Se tra i chiamati alla successione vi è un concepito o un nascituro e fino alla nascita del medesimo. Ossia coloro i quali sono nati o quantomeno concepiti al tempo dell’apertura della successione (entro 300 giorni dalla morte del de cuius).
  • Durante la pendenza del giudizio sulla filiazione di colui che presumibilmente sarebbe chiamato a succedere e nel corso della procedura amministrativa per l’ammissione del riconoscimento.

Tuttavia devi sapere che il giudice può autorizzare la divisione fissando le opportune cautele.

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Ricapitolando

In alcune circostanze la divisione immediata di uno o più beni può pregiudicare l’integrità del patrimonio ereditario; altre volte invece può violare la volontà del testatore o addirittura ledere i diritti dei chiamati a succedere.

La sospensione della divisione ereditaria è un provvedimento che determina il blocco temporaneo delle attività divisionali nella prospettiva che si verifichino determinate condizioni.

In questo modo il legislatore oltre ad imporre alcuni limiti ha voluto tutelare la volontà del testatore, gli interessi e le condizioni di tutti i coeredi.

Per cui da un lato la legge consente di sospendere temporaneamente la divisione dell’eredità: per volontà del testatore, per comune accordo degli eredi e per tutelare il patrimonio ereditario. In altri casi invece impone la sospensione proprio per motivi di legge.

Anche i termini della sospensione sono differenti a seconda della circostanza e possono essere:

● Ordinati dal testatore.
● Stabiliti dagli eredi (patto di indivisibilità).
● Sindacati e/o determinati dal giudice.
● Definiti a priori dalla legge.

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