Divisione ereditaria amichevole: senza ricorrere al Giudice

La divisione ereditaria può risolversi in un accordo tra le parti: in tal caso si parla di divisione amichevole o divisione consensuale.

Leggi questo post per capire cos’è e come funziona.

Quali sono i presupposti per la divisione amichevole?

Il primo presupposto per la divisione amichevole è comune agli altri tipi di divisione, cioè l’ esistenza della comunione ereditaria.

Alla morte del de cuius, infatti, con l’accettazione dell’eredità i coeredi diventano titolari di una quota indivisa sull’intero patrimonio ereditario.

Pertanto affinché possa aversi divisione deve permanere lo stato di comunione tra più soggetti, altrimenti questa non troverebbe ragion d’essere.

Il secondo, invece, è un presupposto peculiare di questa tipologia di divisione: l’accordo dei coeredi.

Soltanto con l’accordo di tutti i coeredi, infatti, si può giungere alla divisione dell’asse ereditario in modo amichevole; diversamente si dovrebbe procedere con la divisione giudiziale.

Ci sono dei termini per effettuare la divisione amichevole?

La comunione ereditaria non ha una scadenza.

Essa permane fintanto che un erede oppure gli eredi di comune accordo decidono di porvi fine.

Pertanto, fintanto che i coeredi non manifestano l’esigenza di dividere il compendio ereditario, non esiste neppure un termine entro cui effettuare la divisione.

Quali sono le fasi della divisione ereditaria amichevole?

Come ti ho spiegato nel post Divisione ereditaria: cos’è e come funziona? la divisione si compone di fasi consequenziali.

Ripercorriamo i passaggi che dallo stato di comunione portano alla divisione consensuale dell’asse ereditario tra i coeredi.

La ricostruzione della massa ereditaria.

Innanzitutto il primo passo da compiere è quello di ricostruire la massa ereditaria, cioè tutti i beni di cui disponeva il de cuius alla sua morte.
Quindi, conti correnti, immobili, polizze, quote societarie, gioielli, veicoli, cioè tutto quello di cui era proprietario il de cuius.

Ma non è tutto.

Infatti, oltre a ciò bisogna considerare eventuali donazioni fatte dal de cuius in favore dei coeredi, quando quest’ultimo era in vita.

Le donazioni, infatti, vengono considerate come anticipazioni sull’eredità e pertanto l’oggetto di tali donazioni dovrà essere stimato e considerato al momento della divisione.

In questa fase, pertanto, si effettua una ricognizione di tutto quello che apparteneva al defunto e di quanto è uscito a titolo di donazione e se ne stima singolarmente il valore, determinando in tal modo il valore complessivo del patrimonio ereditario.

La formazione delle singole porzioni e del progetto di divisione.

Dopo l’inventario dei beni ereditari e la determinazione del valore della massa ereditaria, fase centrale della divisione ereditaria è la formazione delle singole porzioni e del progetto di divisione.

In tale fase verranno create delle porzioni di valore pari alla quota spettante al singolo coerede.

Tuttavia, come comprensibile, specialmente nel caso di beni non comodamente divisibili, può accadere che il valore della porzione risulti superiore rispetto alla quota di spettanza.

In tal caso, pertanto, il coerede assegnatario dovrà corrispondere un conguaglio agli altri coeredi in ragione del maggior valore della porzione a lui assegnata.

L’assegnazione delle porzioni a ciascun coerede.

Una volta create le singole porzioni e disposto il progetto di divisione, vi è la fase dell’assegnazione delle stesse ai coeredi la quale può avvenire in diversi modi:

  • attribuzione diretta;
  • per scelta;
  • estrazione a sorte.

Devi sapere che è richiesta una diversa forma a seconda dei beni oggetto di attribuzione: nel caso di beni mobili o crediti non è richiesta una particolare forma.

Invece, nel caso in cui vengano attribuiti beni immobili è richiesta la forma scritta e la successiva trascrizione dell’atto e del verbale dell’eventuale estrazione a sorte presso la Conservatoria.

Come si conclude la divisione amichevole?

La divisione ereditaria amichevole si conclude con il contratto di divisione.

Con tale contratto le parti danno atto di aver raggiunto l’accordo su come effettuare l’attribuzione dei singoli beni ai coeredi.

Ad esempio il contratto di divisione potrebbe stabilire che la casa in città del de cuius sia di proprietà esclusiva di Tizio, la casa al mare sia di proprietà esclusiva della sorella Caia e i fondi disponibili sui conti correnti appartengano alla moglie Mevia.

Devi sapere però che generalmente la divisione è più complessa di così.

Infatti, di solito, il valore dei singoli beni ereditari non è uguale: la casa in montagna potrebbe valere meno rispetto all’attico in città.

In questi casi, quindi, è necessario richiedere l’intervento di un tecnico (generalmente un geometra o un architetto) così da valutare se sia possibile frazionare l’immobile, in modo tale da creare delle porzioni indipendenti.

Quando ciò non è possibile, o risulta possibile solo in parte, si procederà assegnando la porzione di immobile il valore maggiore ad un coerede, che corrisponderà un conguaglio in denaro agli altri coeredi.

LEGGI ANCHE: Quando e come ricorrere al giudice?

Ricapitolando…

La divisione amichevole o contrattuale è uno strumento che l’Ordinamento Ti mette a disposizione per dividere la massa ereditaria alla morte del de cuius.

Infatti, con l’apertura della successione si crea una comunione tra i coeredi per cui si deve procedere alla divisione.

Soltanto quando c’è accordo tra le parti si può procedere alla divisione amichevole.

In questo caso viene determinato il valore complessivo del patrimonio ereditario, vengono formate le singole porzioni in relazione alla quota di spettanza, le quali vengono poi attribuite individualmente ai coeredi.

In tal modo, con il contratto di divisione si pone fine alla comunione ereditaria.

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