Divisione testamentaria: cos’è e come funziona?

come eseguire la divisione testamentaria rispettando i limiti imposti dalla legge

La divisione testamentaria è quella tipologia di divisione ereditaria in cui il testatore, cioè colui che fa testamento, stabilisce direttamente i criteri della divisione dei beni tra i diversi eredi.

In alternativa, il testatore può nominare un soggetto terzo affinché esegua la divisione secondo le quote di spettanza degli eredi della medesima successione.

Questo post ti farà capire come funziona concretamente la divisione del testatore e quali sono i limiti che devono essere necessariamente rispettati per non determinare l’invalidità della divisione.

Quali sono i limiti della divisione testamentaria?

Nel momento in cui dispone del suo patrimonio il testatore possiede, sotto l’aspetto qualitativo, una libertà di scelta piuttosto ampia rispetto ai beni ereditari da assegnare a ciascun erede.

La legge, tuttavia, impone vincoli stringenti per quanto riguarda il valore dei beni da attribuire alle singole quote.

Nell’attribuzione dei beni alle diverse quote devono necessariamente essere osservate alcune regole; pena la nullità, l’annullabilità o la rescindibilità dell’atto.

Infatti, al fine di rendere effettiva la divisione testamentaria è fondamentale che:

  • rispettare tutti i diritti dei legittimari;
  • rispettare la proporzione tra il valore della quota di ogni erede e il valore dei beni assegnati;
  • rispettare la volontà del testatore.

Avere bene a mente tali limiti ti consentirebbe eventualmente di opporti alla divisione testamentaria in caso di lesione della legittima (cioè nel caso in cui un erede abbia ricevuto meno di quanto effettivamente gli spetta) nell’ipotesi di preterizione (cioè l’esclusione assoluta di taluno degli aventi diritto) e negli altri casi stabiliti dalla Legge.

Devi sapere, inoltre, che per far valere eventuali vizi devi agire entro determinati limiti temporali, decorsi i quali perderai il diritto di opporti alla divisione.

A differenza dell’azione per fare valere la nullità, che sussiste nel caso di vizi particolarmente gravi, che risulta imprescrittibile, l’azione di annullamento e l’azione di rescissione per lesione, presupponendo vizi meno gravi, si prescrivono rispettivamente in:

  • 5 anni dalla scoperta del dolo e/o violenza;
  • 2 anni dalla divisione sproporzionata.

Quali sono le modalità per opporsi alla divisione?

Ti ricordo che gli eredi hanno la possibilità, in caso di accordo unanime, di optare per soluzioni differenti da quelle indicate dal testatore; tuttavia in questa sede mi limito a segnalarti i casi in cui è possibile impugnare la divisione testamentaria, chiedendo:

  • La nullità (ab origine) dell’atto per preterizione. Cioè nel caso in cui il testatore abbia escluso uno degli eredi istituiti o degli eredi legittimari e non vi siano ulteriori beni nel patrimonio del defunto sufficienti a costituire la quota spettante al coerede escluso.
  • L’annullamento dell’atto di divisione. In tutte le ipotesi in cui le volontà siano state carpite con dolo o violenza.
  • La riduzione per lesione della quota di riserva. In tutti i casi in cui il coerede legittimario, leso nella quota di riserva, decida di esercitare l’azione di riduzione contro gli altri coeredi per reintegrare la sua quota.
  • La rescissione per lesione. In caso di lesione colposa o dolosa oltre ¼ della quota spettante; ossia quando il testatore ha assegnato all’erede, volontariamente o involontariamente, una porzione di beni il cui valore risulta essere inferiore oltre ¼ rispetto all’ammontare della quota ad esso spettante. In questa ipotesi l’erede leso può agire chiedendo lo scioglimento del contratto di divisione.

Come puoi ben capire, non sempre è necessario procedere con una nuova divisione in caso di lesione di un diritto. In alcune ipotesi, infatti, la divisione viene riformata soltanto parzialmente, senza inficiare interamente la divisione fatta dal testatore!

Ad ogni modo, esclusi i casi di violenza e dolo, la tutela prevista per l’erede legittimario è duplice: la nullità della divisione in caso di preterizione, cioè nel caso in cui non fosse incluso un chiamato e l’azione di riduzione qualora non sia stata garantita la quota di riserva al legittimario.

Chi fa la divisione ereditaria testamentaria?

Il testatore è colui che compie la divisione testamentaria; il quale con il testamento assegna i propri beni ai suoi eredi.

In alternativa il testatore ha la facoltà di indicare un soggetto detto esecutore testamentario, che avrà dapprima il compito di stimare il valore dei beni e poi quello di assegnarli agli eredi rispettando il valore di tutte le quote.

Ad ogni modo la divisione effettuata dall’esecutore testamentario non vincola gli eredi, se l’autorità giudiziaria, su istanza di taluno di essi, la riconosce contraria alla volontà del testatore o particolarmente sfavorevole.

Si precisa inoltre che, per i compiti divisionali, il ruolo di esecutore testamentario non può essere assunto da una persona che faccia parte dell’asse ereditario ma, in ogni caso, Anche se di fatto l’erede o il legatario può essere nominato tale anche l’erede o il legatario ma limitatamente all’amministrazione del patrimonio ereditario.

Come puoi notare anche in questo caso la Legge pone limiti piuttosto stringenti in capo al testatore, nel dare esecuzione alle sue volontà dopo la sua morte.

I motivi che possono indurre il testatore alla nomina di un esecutore sono svariati. Pensiamo per esempio all’ipotesi in cui il testatore abbia nominato erede una una società o, in generale, in tutti quei casi in cui le disposizioni testamentarie da eseguire siano numerose e complesse.

In queste ipotesi potrebbe risultare opportuno prendere le opportune precauzioni, richiedendo il supporto di una o più figure professionali qualificate.

Come si effettua la divisione?

Nella divisione ereditaria testamentaria esistono diverse tipologie di assegnazione dei beni ereditari.

Nel momento in cui redige il proprio testamento il testatore può procedere con due strumenti, ognuno con le proprie peculiarità:

  • Assegni divisionali semplici.
  • Assegni divisionali qualificati.

Cosa sono gli assegni divisionali semplici nella divisione testamentaria?

Con gli assegni divisionali “semplici” colui che fa testamento si limita a indicare le regole per suddividere i beni tra i diversi eredi. Trattandosi di semplici indicazioni per l’assegnazione dei beni individuati nel testamento non impediscono il sorgere della comunione ereditaria.

Cosa sono gli assegni divisionali qualificati?

Con gli assegni divisionali qualificati chi fa testamento impedisce il sorgere di una comunione ereditaria predisponendo una concreta divisione dei beni; i quali al momento della morte del testatore, verranno direttamente attribuiti agli eredi.

A cosa servono i conguagli nella divisione testamentaria?

Nella divisione testamentaria può accadere che del disporre dei beni ereditari, il testatore crei delle diseguaglianze tra il valore delle quote di spettanza e l’effettivo valore dei beni che vengono assegnati all’erede.

In questo caso per non ledere i diritti degli eredi, se è stata fatta una divisione testamentaria con predeterminazione di quote, esiste la possibilità del conguaglio in denaro al fine di compensare le disuguaglianze.

Perché si fa la divisione testamentaria?

Descritte le caratteristiche, i vantaggi e i limiti della divisione testamentaria ci poniamo l’interrogativo circa le ragioni per cui chi fa testamento possa preferire questa particolare tipologia di divisione ereditaria rispetto alle altre.

Un primo aspetto è proprio la possibilità di evitare l’insorgere della comunione ereditaria semplificando l’assegnazione dei beni agli eredi.

Un altro aspetto, soprattutto per quanto riguarda il rispetto e l’importanza delle volontà del testatore, è che quest’ultimo ha la possibilità di disporre in prima persona e curare nei dettagli l’assegnazione dei beni ai diversi eredi.

Inoltre l’esecutore testamentario può garantire la massima correttezza nell’assegnazione dei beni agli eredi qualora il testatore decidesse di affidarsi ad una figura professionale e qualificata.

LEGGI ANCHE: Accettazione con beneficio d’inventario. Cosa rischi se non la fai?

Ricapitolando

La divisione testamentaria è un particolare negozio giuridico che l’ordinamento mette a disposizione del testatore per consentirgli di effettuare la divisione della massa ereditaria per il tempo avrà cessato di vivere.

Nel fare ciò il testatore deve rispettare i limiti imposti dall’Ordinamento in riferimento alle quote riservate agli eredi legittimari.

La divisione testamentaria può essere predisposta esclusivamente dal testatore e vi può essere data esecuzione da un esecutore testamentario appositamente nominato dal testatore stesso.

Esistono 2 diverse tipologie di assegnazione dei beni ereditari: gli assegni divisionali semplici o qualificati.

In caso di diseguaglianze tra il valore delle quote è prevista la possibilità di procedere con conguagli per riequilibrare la divisione disposta dal testatore.

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2 Commenti

  1. Raffaella 29 Agosto 2020
    • Difesa Ereditaria 19 Settembre 2020

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