Revoca rinuncia eredità: ma a quali condizioni?

Revoca rinuncia eredità: condizioni e termini essenziali

Quando si rinuncia all’eredità senza ponderare al meglio la decisione, può capitare di accorgersi troppo tardi, di aver valutato e agito male.

Effettuata la dichiarazione non sempre sarà possibile tornare sui propri passi per poter poi accettare la quota ereditaria oggetto della rinuncia.

Generalmente la legge ammette l’istituto della revoca, però in certi casi un ripensamento potrebbe non essere più consentito.

Un’ipotesi plausibile ma solo a determinate condizioni!

Quali sono le condizioni ed i termini essenziali per poter effettuare la revoca della rinuncia all’eredità?

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Cos’è la revoca della rinuncia?

La “revoca rinuncia eredità” è la dichiarazione contraria all’atto di rinuncia.

L’atto con il quale il rinunciante esprime la sua volontà di essere riammesso nella successione come titolare della propria quota.

L’effetto è quello di riportare i fatti all’origine, prima della rinuncia.

Ma vediamo cosa prevede nello specifico la norma in merito a modi e tempi per la revoca della rinuncia:

Fino a che il diritto di accettare l’eredità non è prescritto contro i chiamati che vi hanno rinunciato, questi possono sempre accettarla, se non è già stata acquistata da altri dei chiamati, senza pregiudizio delle ragioni acquistate da terzi sopra i beni dell’eredità.

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Revoca rinuncia eredità: le condizioni necessarie per la dichiarazione contraria all’atto di rinuncia

Analizzando la norma, si capisce come il legislatore abbia previsto la revoca della rinuncia esclusivamente in presenza di tre presupposti fondamentali:

  • la revoca va fatta entro il termine ordinario decennale per poter accettare l’eredità;
  • l’eredità oggetto di rinuncia non deve essere già stata accettata dagli altri chiamati;
  • la revoca non deve comportare alcun pregiudizio ai terzi eventuali che abbiano già
    acquistato in buona fede i beni dell’eredità.

Fondamentalmente la rinuncia all’eredità non causa, a priori, la perdita effettiva della delazione.

Tutt’al più la rinuncia determina la giustapposizione del diritto di accettare a favore del rinunciante come al pari degli altri chiamati. Quindi perché il chiamato perda definitivamente la titolarità della quota di rinuncia deve verificarsi la mancanza anche di uno solo dei presupposti fondamentali su descritti.

Fintanto che il chiamato rinunciatario non perde il diritto di accettare l’eredità a causa della successiva accettazione degli altri chiamati successivi, egli può revocare la sua decisione, così da essere riammesso a pieno diritto nella successione ereditaria.

Revoca rinuncia eredità: espressa o
tacita?

La forma richiesta per la revoca è stata una questione piuttosto dibattuta dalla Giurisprudenza.

Esistono due orientamenti contrastanti, uno restrittivo e l’altro estensivo.

Tuttavia è prevalsa la tesi estensiva, secondo la quale la revoca non necessità della forma solenne richiesta per la rinuncia, e può essere effettuata nelle medesime forme previste per l’accettazione dell’eredità:

  • revoca della rinuncia espressa
  • revoca della rinuncia tacita

La Giurisprudenza, infatti, ha stabilito che la revoca non è un atto autonomo rispetto all’accettazione, ma rappresenta solo l’effetto della sopravvenuta accettazione del rinunciante.

Dunque (considerando che la rinuncia non determina la perdita del diritto di accettazione sino al verificarsi delle suddette cause di estromissione) la revoca può essere effettuata sia con una dichiarazione formale che tacita.

La revoca tacita della rinuncia avviene attraverso comportamenti concludenti incompatibili con la ipotetica volontà di non voler accettare l’eredità oggetto della rinuncia.

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Come si effettua la revoca espressa della rinuncia all’eredità?

La procedura per la revoca espressa della rinuncia all’eredità, mediante la quale il rinunciante dichiara la successiva accettazione, si effettua in Tribunale.

Il Tribunale competente è quello dove si è avuta l’apertura della successione ereditaria.

Il rinunciante, anche facendosi assistere da un avvocato esperto di diritto ereditario, deve recarsi presso la Cancelleria del Tribunale per rendere la dichiarazione contraria all’atto di rinuncia.

Unitamente al modulo per la domanda di revoca devono essere consegnati:

  • 1 marca da bollo da 16.00€ per l’atto originale;
  • 1 marca da bollo per la copia conforme dell’atto (10.62€ rilascio in 5 giorni – 31.86€ rilascio immediato);
  • Copia del versamento della tassa di registrazione pagata con il modello F24 (ricordiamo che l’imposta è sempre unica anche in caso di più eredi);
  • Copia conforme del verbale della precedente rinuncia.

Ad ogni modo, per ovviare ogni incertezza sulla documentazione necessaria, è preferibile contattare preventivamente la Cancelleria al fine di conoscere l’esatta documentazione non esistendo un modello uniforme per tutti i Tribunali.

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Ricapitolando

La revoca della rinuncia all’eredità è l’atto con il quale l’erede che precedentemente ha rinunciato all’eredità esprime la sua volontà a voler essere riammesso nella successione come titolare della propria quota.

La revoca della rinuncia può essere effettuata esclusivamente in presenza di tre presupposti fondamentali:

  • non deve essere decorso il termine di 10 anni dall’apertura della successione;
  • l’eredità non deve essere già stata accettata dagli altri chiamati;
  • l’atto non deve comportare alcun pregiudizio ai terzi;
  • la revoca non necessita della forma solenne richiesta per la rinuncia e può essere effettuata sia in modo espresso che tacito.

La procedura per la revoca espressa può essere effettuata direttamente presso il Tribunale di apertura della successione. Oltre al modulo per la revoca, sono richiesti ulteriori documenti, variabili a seconda del Tribunale di competenza.

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