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Accettazione dell’eredità: come diventare eredi a tutti gli effetti?

Cosa si intende per “accettazione dell’eredità”? Quali sono i modi e i termini da rispettare? Dove si effettua l’atto di accettazione?

Devi sapere che nel nostro ordinamento vige il principio fondamentale secondo il quale nessuno può diventare erede contro la propria volontà.

La morte di una persona, infatti, non comporta automaticamente il trasferimento del patrimonio del defunto, per il quale è necessario che i chiamati all’eredità formalizzino il passaggio, con il cosiddetto atto di accettazione dell’eredità.

Ma cosa significa esattamente accettare l’eredità? Quali sono le modalità e i termini da rispettare? Dove si compie l’atto di accettazione?

Prenditi qualche minuto, grazie alle risposte del post sarai in grado di capire come diventare erede a tutti gli effetti.

Cosa significa accettare l’eredità?

Anzitutto devi sapere che l’accettazione dell’eredità rappresenta lo strumento con il quale si compie la successione ereditaria: essa è quell’atto irrevocabile con il quale il chiamato all’eredità esprime la volontà di diventare erede.

E’ bene chiarire che con l’accettazione un soggetto, subentrando in tutte le posizioni del defunto, ne eredita non solo le attività, cioè i beni e i crediti, ma anche le passività, cioè i debiti.

Tecnicamente si tratta di un negozio giuridico unilaterale, non recettizio e con efficacia retroattiva che ha lo scopo di realizzare la concreta devoluzione del patrimonio ereditario.

  • Unilaterale: perché l’accettazione dell’eredità è un atto che richiede la manifestazione di volontà di una sola parte (è un atto che non necessita di consenso da altre parti).
  • Non recettizio: perché gli effetti dell’accettazione si manifestano anche se gli altri aventi diritto non sono a conoscenza dell’atto.
  • Efficacia retroattiva: perché gli effetti dell’accettazione retroagiscono al momento dell’apertura della successione (quindi se un erede accetta il quinto anno è come se avesse accettato fin dal primo giorno).

Ciò vuol dire che gli effetti dell’accettazione si manifestano indipendentemente dal volere o meno degli altri chiamati e retroagiscono alla data di apertura della successione per ovviare ogni tipo di incertezza sulla titolarità della propria quota nel tempo che ha preceduto il medesimo atto di accettazione.

In sostanza accettare significa divenire titolare di una quota di eredità e cioè dei rapporti giuridici che appartenevano al defunto definitivamente e senza avere più la possibilità di potervi rinunciare.

Pertanto dovresti conoscere i meccanismi che regolano i modi e le tipologie di accettazione dell’eredità, prima di prendere decisioni affrettate in un momento così delicato.

Come si accetta l’eredità?

L’accettazione dell’eredità da parte dei chiamati può avvenire in maniera espressa, cioè manifestando chiaramente la volontà di accettare:

  • con un atto notarile;
  • con una dichiarazione formalizzata presso il Tribunale del luogo dove il defunto aveva l’ultimo domicilio.

Devi sapere, peraltro, che la Giurisprudenza ritiene che l’accettazione possa avvenire anche in maniera implicita, cioè attraverso determinati comportamenti che lasciano presumere la volontà del chiamato di accettare: si tratta dell’accettazione tacita dell’eredità.

Di tali comportamenti ne sono esempio:

  • la procura a terzi per la vendita di uno o più beni ereditari;
  • la voltura catastale di uno o più beni immobili facenti parte del patrimonio ereditario;
  • il trasferimento della residenza in un immobile dell’asse ereditario;
  • le azioni poste in essere per avviare la causa (o più in generale le procedure) di divisione dell’eredità;
  • le ipotesi in cui il chiamato decida di donare, vendere o cedere (anche nella forma del contratto preliminare) uno o più diritti a terzi o agli altri coeredi;
  • le ipotesi in cui il chiamato decida di rinunciare alla propria quota dietro corrispettivo, oppure anche in assenza di corrispettivo, se la rinuncia avviene esclusivamente in favore di alcuni tra i chiamati della cui successione si tratta (cosiddetta rinuncia che importa accettazione).

Tuttavia non tutte le condotte poste in essere dal chiamato aventi ad oggetto il patrimonio ereditario determinano l’accettazione tacita dell’eredità.

Infatti, esistono degli atti che possono essere posti in essere liberamente senza determinare l’accettazione tacita, tra questi:

  • la dichiarazione di successione senza la contestuale domanda di volture catastali,
  • il versamento dell’imposta di successione,
  • la presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate (neppure da parte del sottoscrittore),
  • il semplice possesso dei beni ereditari (più in generale gli atti conservativi e di vigilanza del patrimonio),
  • la richiesta di registrazione e la trascrizione del testamento.

Avere ben chiara tale distinzione è di fondamentale importanza per non rischiare di porre in essere atti dai quali presumere la volontà di diventare erede accettando inconsapevolmente l’eredità, soprattutto in quei casi in cui non sia ben chiara l’effettiva consistenza dell’asse ereditario.

Posto che con la successione, come ti ho spiegato, non si trasmettono solo beni e diritti ma anche i debiti, in taluni casi accettare tacitamente l’eredità può rivelarsi svantaggioso, se non addirittura disastroso per le proprie finanze personali!

Ci possono essere implicazioni particolarmente importanti sulla responsabilità patrimoniale degli eredi in relazione agli eventuali debiti contratti in vita dal defunto.

L’accettazione tacita, infatti, determina sempre la commistione tra l’eredità e il patrimonio personale dell’erede. In altri termini il successore che accetta tacitamente risponde dei debiti ereditari illimitatamente con il proprio patrimonio personale.

Ma allora qual’è il modo migliore di accettare l’eredità?

Se con l’accettazione espressa puoi semplicemente manifestare la volontà di voler acquisire l’eredità in maniera pura e semplice, per salvaguardare il patrimonio personale è consigliabile accettare l’eredità con beneficio d’inventario , anche se questa strada implica degli adempimenti ulteriori.

Infatti, accettando l’eredità con beneficio d’inventario l’erede risponde dei debiti del defunto esclusivamente con l’attivo ereditario, o meglio nei limiti del valore ricevuto con l’eredità stessa.

Come puoi ben immaginare, alla luce della trasmissibilità dei debiti, non sempre conviene accettare l’eredità in modo puro e semplice ma piuttosto accettarla con il beneficio d’inventario.

Senza dubbio l’accettazione beneficiata è il miglior modo per tutelarsi dalle eventuali passività di cui è gravato l’asse ereditario che potrebbero manifestarsi in un tempo successivo.

I casi di invalidità dell’atto di accettazione dell’eredità.

Se da un lato ti sei chiesto come e in che misura si deve accettare l’eredità, dall’altro ti sarai sicuramente domandato quali sono le ipotesi che determinano l’invalidità dell’accettazione.

Fondamentalmente si ha l’invalidità dell’accettazione quando ad essa vengono apposti i cosiddetti elementi accidentali del negozio, cioè quelle clausole che subordinano l’accettazione al verificarsi di particolari condizioni, patti specifici o limiti temporali.

Quindi va da sé che l’atto di accettazione non può mai essere sottoposto né a condizione né a termine, ad esempio:

  • Maria non può accettare l’eredità di Gianni a patto (condizione) che Luca gli venda prima il suo appartamento.
  • Maria non può accettare l’eredità di Gianni soltanto fino al 2025 (termine).

Inoltre devi sapere che l’accettazione non può mai essere parziale.

Ciò significa che Maria non può decidere di accettare l’eredità di Gianni soltanto limitatamente a una parte della stessa, dichiarando, ad esempio, di voler accettare la casa al mare ma non la casa in città ed i debiti.

Tutt’al più Maria potrà decidere di effettuare l’inventario per tutelare il proprio patrimonio nell’ipotesi in cui i debiti trasmissibili di Gianni siano superiori al valore dei beni e dei crediti ereditari, ma non potrà pretendere di partecipare all’eredità soltanto in riferimento a taluni beni e diritti con l’esclusione di altri meno rilevanti.

L’unica ipotesi in cui avviene una successione limitatamente ad alcuni beni o diritti è quella di colui che riceve un lascito a titolo di legato.

A differenza dell’erede, infatti, il legatario, cioè colui che riceve il legato, subentra solo in uno o più rapporti determinati in modo automatico e senza dover accettare, potendo decidere, tuttavia, di rinunciare al lascito.

Accettazione dell’eredità: quali sono i termini da rispettare?

Il diritto di accettare l’eredità non è imprescrittibile. Ciò significa che esiste un termine entro il quale i chiamati devono manifestare la propria volontà, indipendentemente dal fatto che si tratti di successione legittima o testamentaria.

Secondo la regola generale il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni dalla data di apertura della successione; trascorso tale lasso temporale senza accettazione dell’eredità il diritto si intende estinto e la quota verrà devoluta secondo le regole stabilite dalla Legge.

Esistono tuttavia alcune eccezioni alla regola in cui i chiamati sono tenuti a rispondere anzitempo:

  1. quando nel testamento il testatore ha disposto un tempo inferiore per accettare l’eredità.
  2. quando i coeredi e chiunque vi abbia interesse (generalmente per motivi economici, ad esempio un creditore del chiamato) richiedono al Tribunale del luogo di apertura della successione di fissare un termine entro il quale i chiamati devono manifestare la volontà di accettare o meno l’eredità.

Infine esiste un caso particolare che prevede un termine più breve per dichiarare se si intende accettare: si tratta dell’ipotesi in cui sia avvenuta l’accettazione con beneficio d’inventario e il chiamato all’eredità sia nel possesso di uno o più beni ereditari.

In tal caso l’inventario dovrà essere effettuato entro 3 mesi dalla data di apertura della successione e la dichiarazione di accettazione entro i 40 giorni successivi.

Ricapitolando

Per diventare erede a tutti gli effetti il chiamato all’eredità deve formalmente accettarla nelle forme e nei modi previsti dalla legge.

L’accettazione dell’eredità è un diritto che secondo la norma si prescrive passati 10 anni dalla data di apertura della successione.

Con l’accettazione dell’eredità, oltre ad acquistare beni e crediti, gli eredi si assumono pure la responsabilità per i debiti contratti dal de cuius.

Il chiamato accettando l’eredità in maniera pura e semplice, sia che si tratti di accettazione espressa piuttosto che tacita, risponderà dei debiti ereditari illimitatamente; dapprima con il patrimonio ereditario e successivamente con il proprio patrimonio personale.

Per ovviare a tale criticità la legge ha previsto l’accettazione con beneficio d’inventario in modo da separare il patrimonio ereditario da quello personale; sicché l’erede risponderà dei debiti del de cuius esclusivamente nel limite della propria quota ereditaria.

Ad ogni modo va precisato che in alternativa rimane sempre salva la facoltà di rinunciare totalmente all’eredità; nel qual caso risulti sconveniente accettare l’eredità perché le passività risultano superiori alle attività.

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