Eredi legittimari: i Privilegiati della Successione – Chi sono?

Quando una persona cara passa a miglior vita, oltre al dolore ed alla perdita, questa lascia beni, case, conti in banca, debiti…

A chi spetti che cosa e in che misura, è una domanda che toglie il sonno a molti, soprattutto se vi è un testamento che lascia insoddisfatti i parenti più stretti.

Ci si trova così a dover navigare nel complicato mondo delle successioni ereditarie. 

Ma come si districano i fili tra volontà, legge e pretese degli eredi?

È proprio in questo scenario che potrebbe interessarti capire chi sono gli eredi legittimari: gli intoccabili della successione testamentaria. 

Facciamo un breve ripasso per meglio intendere la questione in analisi oggi.

Quando una persona muore si possono aprire due scenari:

1) Quello in cui esiste un testamento in cui il defunto ha espresso le proprie volontà in merito alla distribuzione dei propri beni a chi resta dopo la sua morte. Si apre dunque la
=> successione testamentaria

Attenzione però!

Ci sono dei limiti alla libertà testamentaria: il più interessante per il tema di oggi è rappresentato da quella che viene chiamata “quota di legittima“, che vedremo meglio tra poco.

2) Il secondo scenario che può aprirsi dopo la morte del de cuius (ossia il soggetto defunto della cui eredità si tratta) è quello in cui beh…non c’è nessun testamento. In tal caso si apre la
=> successione legittima.

In questo caso entra in gioco la legge, che stabilisce chi eredita quanto, seguendo un ordine preciso di parentela; puoi approfondire qui.


Ti starai chiedendo perché ti parlo del testamento se stiamo parlando di eredi “legittimari”. 

Devi sapere che è proprio in riferimento al testamento che entrano in gioco i diritti dei legittimari.

Infatti, con il testamento, il testatore dispone dei suoi beni per il tempo in cui sarà passato a miglior vita ed è proprio al momento della sua redazione che egli deve tenere in considerazione la distinzione tra quota disponibile e quota di legittima, su cui hanno sempre diritto, appunto, i legittimari.


La quota disponibile è quella porzione di eredità di cui il testatore può decidere liberamente e che varia, in base all’esistenza o meno di uno o più legittimari, come vedremo tra poco.

Sulla quota disponibile il testatore ha piena libertà di decisione, potendo favorire chiunque, anche al di fuori della famiglia, così come anche decidere di accrescere la quota di un erede legittimario.

La quota di legittima è, invece, la parte intoccabile dell’eredità, che deve necessariamente andare ai parenti più stretti determinati dalla legge (eredi legittimari), qualsiasi cosa accada.

“Cioè mi stai dicendo che se non voglio far conseguire i miei beni a determinate persone non posso farlo?”

Sì, puoi farlo, in linea di massima, ma dipende. Dipende se vai a toccare la quota riservata ai legittimari oppure no. E questo senza se e senza ma.

Ma perché accade ciò?

Devi sapere che il nostro ordinamento tutela particolarmente la posizione di taluni soggetti che sono particolarmente legati al de cuius, così da evitare che il patrimonio ereditario possa essere disperso.


Qui sorge una domanda: gli eredi individuati dalla legge sono tutti uguali? 


Eh no! Molto spesso si fa confusione tra due termini che suonano simili, ma che non sono affatto sinonimi.

Stiamo parlando della differenza tra eredi legittimi e eredi legittimari, appunto.


Gli eredi legittimi sono quei parenti che, individuati dalla legge, ereditano le quote di patrimonio ereditario stabilite dalla stessa, in assenza di testamento.

Erede legittimo, ad esempio, è Francesco l’unico cugino di Giovanni, morto senza coniuge, figli, fratelli, genitori e senza fare testamento.

Per fare un altro esempio: erede legittima di Sebastiano è anche la moglie Maria, a cui, sempre in assenza di testamento, va tutto il patrimonio residuo in assenza di figli.


Gli eredi legittimari, invece, sono gli eredi che la legge tutela in ogni caso, anche in presenza di testamento. 

In estrema sintesi:
– si parla di eredi legittimi se il testamento non c’è;
– si introduce il concetto di eredi legittimari se il testamento c’è e, nonostante esista e sia valido, costoro hanno sempre diritto alla porzione di eredità stabilita dalla legge.  

Come si può notare dal breve elenco, zii, cugini, fratelli, sorelle e altri parenti (che potrebbero essere invece eredi legittimi in assenza di testamento) sono esclusi!

La qualifica di erede legittimario non si compra né si guadagna; si ha o non si ha. 

“Ho capito, ci sono certi soggetti che non possono essere esclusi dalla successione…ma quanto spetta loro?”

Devi sapere che il legislatore ha previsto delle precise quote, variabili a seconda del caso concreto, cioè a seconda dei soggetti che risultano in vita al momento dell’apertura della successione.

Per calcolarla, si prendono tutti i beni del defunto al momento della sua morte, si sottraggono i debiti, e si aggiungono le donazioni fatte in vita.

Ecco di seguito le quote di eredità riservate per legge agli eredi legittimari in una tabella che trasforma il complesso in semplice, delineando le quote di eredità in ogni possibile scenario familiare.

CasoConiugeFigliAscendentiDisponibile
Coniuge + 1 figlio1/31/31/31/3
Coniuge + 2 o più figli1/42/4/1/4
Solo coniuge1/2//1/2
Solo 1 figlio/1/2/1/2
2 o più figli/3/4/1/4
Coniuge + ascendenti1/2/1/41/4
Solo ascendenti//1/32/3
Le quote degli eredi legittimari

Come vedi nella tabella non compare l’ipotesi di concorso dei figli con gli ascendenti.

Questi ultimi, infatti, concorrono soltanto con il coniuge.

Pertanto, quando all’apertura della successione sono in vita soltanto figli, questi escludono gli ascendenti.

Immaginiamo che Giovanni lasci un patrimonio di 100.000 euro.

Ha una moglie e due figli.

La legge riserva 1/4 del patrimonio al coniuge e 2/4 ai figli, lasciando 1/4 liberamente disponibile per Giovanni da destinare come preferisce nel suo testamento. Se Giovanni decidesse di lasciare tutto ai suoi amici del cuore, cosa succederebbe? È proprio qui che entrano in gioco i diritti dei legittimari!


I legittimari sono una categoria specifica di eredi che godono del diritto a ricevere una parte dell’eredità, indipendentemente dalle disposizioni testamentarie. 

Anche se un testamento non assegna ai legittimari la parte di eredità che per legge dovrebbero ricevere, questo rimane valido finché i legittimari stessi non lo impugnano.

Se un testamento esiste e assegna beni a favore di altri, i legittimari hanno diritto ad ottenere la quota minima che gli spetta per legge.

Se questa quota non viene rispettata nel testamento (c.d. lesione di legittima), i legittimari possono dunque ricorrere in giudizio per chiedere una riduzione delle disposizioni testamentarie che li penalizzano, a meno che non abbiano già ricevuto donazioni in vita dal defunto pari o superiori alla loro quota di successione.

Questo processo, noto come “azione di riduzione”, può portare alla riallocazione dei beni in modo da rispettare le disposizioni di legge.

Se anche dopo questa riduzione, i legittimari non raggiungono la quota di eredità spettante, è possibile intervenire riducendo anche le donazioni fatte dal defunto quando era ancora in vita.

In questo caso si attiva anche la successione legittima per i beni non menzionati, creando una situazione di coesistenza tra eredi testamentari e legittimi, inclusi i legittimari.

Sì, se il defunto, quando era in vita, ha fatto donazioni ai futuri eredi legittimari, queste vanno a pesare sulla quota ad essi spettante, tanto da essere proporzionalmente ridotta o persino eliminata.

Redigendo un testamento che sia equo e rispetti i diritti degli eredi legittimari. Questa operazione richiede attenzione, competenza e, quasi sempre l’assistenza di un professionista.

Ebbene sì. Nonostante quanto spiegato finora, i legittimari potrebbero voler rinunciare alla propria quota.

Ma com’è possibile?

Gli eredi, anche i legittimari, possono sempre rifiutare di ricevere quanto gli spetterebbe per legge o per testamento. Al netto delle specifiche motivazioni personali, il motivo più oggettivo per cui i legittimari potrebbero voler rifiutare la quota è che l’asse ereditario includa anche debiti.

Leggi anche: Accettazione con beneficio di inventario. Cosa rischi se non la fai?

Navigare nel mondo delle successioni può sembrare complesso, ma comprendere i principi che regolano le quote degli eredi legittimari e come queste influenzino la redazione di un testamento può aiutare a evitare conflitti familiari e garantire che la volontà del defunto venga rispettata nel modo più giusto possibile.

Ricorda, la chiave è informarsi, pianificare con attenzione, e, quando necessario, chiedere l’aiuto di un professionista. 

Avv. Alberto Frigotto

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