Eredità vacante: le successioni devolute allo Stato

Generalmente, si può dire che, l’istituto della successione ereditaria ha come ultimo fine quello di devolvere il patrimonio del de cuius e di ripartirlo in quote da assegnare ai suoi parenti (successori).

Tuttavia, va precisato che non sempre la devoluzione segue la norma. Di fatto esistono alcune ipotesi in cui si configura un fenomeno particolare per il quale il patrimonio ereditario rimane privo di successori; definita eredità vacante.

Ma allora cosa accade se i successori non accettano l’eredità entro il termine o se nel corso di una successione mortis causa il de cuius rimane privo di successibili legittimi e/o testamentari?

Prenditi qualche minuto, leggendo questo post, troverai tutte le risposte che cerchi!

Eredità vacante: a chi spetta l’eredità in mancanza di successibili?

Nel corso di una successione mortis causa lo Stato italiano diventa l’ultimo destinatario della devoluzione, non potendosi configurare né la legittima né la testamentaria:

  • se tutti i successibili non dovessero accettare l’eredità nei termini o vi rinuncino espressamente;
  • in mancanza di disposizioni testamentarie;
  • nel caso in cui non vi sia alcun successibile in vita.

Ora, per riportare alcuni esempi di eredità vacante, poniamo che alla morte di Mario ci si chieda a chi spetti la sua eredità:

  • Mario non ha mai avuto mogli e figli, poniamo pure che tutti gli altri parenti fino al 6° siano deceduti anzitempo. Nell’ipotesi in cui Mario non abbia predisposto un testamento a favore di ulteriori chiamati, la sua eredità vacante verrà devoluta allo Stato italiano.
  • Mario non ha mai avuto mogli e figli, poniamo pure che tutti gli altri parenti fino al 6° non abbiano accettato l’eredità nei termini o vi abbiano espressamente rinunciato. Nell’ipotesi in cui Mario non abbia predisposto un testamento a favore di ulteriori chiamati, la sua eredità vacante verrà devoluta allo Stato italiano.
  • La moglie e i figli di Mario sotto consiglio di un avvocato esperto hanno deciso di rinunciare espressamente all’eredità, poniamo pure che tutti gli altri parenti fino al 6° non abbiano accettato l’eredità nei termini o anch’essi vi abbiano espressamente rinunciato. Nell’ipotesi in cui Mario non abbia predisposto un testamento a favore di ulteriori chiamati, la sua eredità vacante verrà devoluta allo Stato italiano.

I motivi possono essere i più svariati, ma le cause rimangono pur sempre le stesse: la mancanza di successibili testamentari o legittimi, la rinuncia all’eredità da parte di tutti i successibili, la perdita del diritto ad accettare l’eredità da parte di tutti i successibili.

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La devoluzione dell’eredità vacante allo Stato: quali sono le ragioni e i presupposti?

Le successioni dello Stato nei confronti delle eredità vacanti rappresentano l’estrema ratio per supplire alla mancanza di ogni successibile. In altri termini la devoluzione del patrimonio ereditario allo Stato italiano è stata predisposta dal Legislatore per evitare che un’eredità possa rimanere priva di titolare nel caso in cui non vi sia nessun avente diritto che possa e voglia succedergli.

Inoltre, osservando le ragioni giuridiche da un altro punto di vista, si rileva come il legislatore abbia disposto a favore di una successione ereditaria tra parenti (entro il 6°), fondata sul lavoro e sul risparmio; per evitare che il lontano grado di parentela possa procurare un arricchimento ingiustificato da parte di soggetti estranei alla famiglia del de cuius.

Infine, esaminate le possibili ragioni di legge poste a capo dell’istituto, ciò che devi tenere a mente sono i presupposti posti a capo della devoluzione delle eredità vacanti, ossia:

  • la cittadinanza italiana del de cuius;
  • l’accertata vacanza ereditaria.

Com’è disciplinata la successione dello Stato?

Dal punto di vista qualificatorio lo Stato viene definito dalla legge come un erede a titolo universale. Poi dal lato pratico la successione segue delle regole differenti da quelle ordinarie, si parla in proposito di “successione necessaria”.

L’acquisto derivativo dell’eredità vacante opera di diritto, quindi senza bisogno di accettazione e senza la possibilità che lo Stato vi possa rinunciare. Ad ogni modo lo Stato non risponde dei debiti e dei legati oltre il valore dei beni acquistati, neppure in mancanza di inventario.

Non essendoci una normativa specifica, in merito al pagamento dei debiti ereditari da parte dello Stato, si ritiene applicabile l’ordinaria procedura di liquidazione regolata dal Codice Civile.

La differenza tra eredità vacante e giacente

Molti confondono l’eredità vacante con l’eredità giacente, ritenendoli erroneamente il medesimo fenomeno giuridico.

In realtà, a differenza dell’eredità vacante, che presuppone l’accertata effettiva mancanza di tutti i successibili, l’eredità giacente inerisce una situazione completamente differente (cosiddetta pendenza della successione).

La giacenza, infatti, diversamente dalla vacanza ereditaria, è una situazione ordinaria che si configura sempre all’apertura della successione e rappresenta quel segmento temporale di pendenza entro il quale i chiamati sono tenuti a dare disposizione circa le loro volontà, a voler accettare o meno l’eredità della cui successione si tratta.

Quindi l’eredità giacente presuppone quantomeno:

  1. la presenza di un chiamato all’eredità;
  2. il chiamato non deve aver accettato l’eredità;
  3. il chiamato non deve essere nel possesso dei beni ereditari e non deve compiere atti che possano far presumere l’accettazione tacita dell’eredità.

Questi presupposti non indicano la volontà del chiamato a voler accettare l’eredità, né tanto meno quella a voler rinunciare; ci troviamo in presenza di un eredità giacente.

Nell’ipotesi di una futura accettazione entro i termini di legge l’eredità verrà trasferita al successore. In mancanza di accettazione, scaduto il termine di prescrizione dell’atto e non avendo nominato un curatore dell’eredità, la stessa verrà considerata “vacante” e lo Stato potrà avviare la devoluzione in suo favore.

Ricapitolando

Esistono alcune ipotesi in cui si configura un fenomeno particolare per il quale il patrimonio ereditario rimane privo di successori; cosiddetta eredità vacante.

Nel corso di una successione mortis causa lo Stato italiano diventa l’ultimo destinatario della devoluzione per supplire alla mancanza di ogni successibile. Nello specifico: la mancanza di successibili testamentari o legittimi, la rinuncia all’eredità da parte di tutti i successibili, la perdita del diritto ad accettare l’eredità da parte di tutti i successibili.

La successione dello Stato segue delle regole differenti da quelle ordinarie, si parla in proposito di successione necessaria. L’acquisto dell’eredità vacante opera senza bisogno di accettazione e senza la possibilità che lo Stato vi possa rinunciare. Ad ogni modo lo Stato non risponde dei debiti oltre il valore dei beni acquistati.

La giacenza, diversamente dalla vacanza ereditaria, rappresenta quel segmento temporale di pendenza entro il quale i chiamati sono tenuti ad accettare o meno l’eredità. Nell’ipotesi di una futura accettazione l’eredità verrà trasferita al successore. In mancanza di accettazione l’eredità verrà considerata “vacante” e lo Stato potrà avviare la devoluzione in suo favore.

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